parole in ordine

e in disordine

Gianni Formizzi Opitz

 


 

 

 

 

 

 

 


con profonda simpatia
 
…a Silvano Agosti…
 
che mi ha ricordato più di un paio di cose fondamentali,
tra le quali quella di esprimermi e di creare
(fuori dalle logiche del potere)
   Non è la costruzione
      il lieto dono della natura.
          Un fiore chiama l'altro.
                                                           (Sandro Penna)
























paura delsilenzio

 

 

 

parli tanto

come per far tacere la verità


















Ti ho provocato

con il mio semplice
sentimento

ho ottenuto solo

che hai aggiunto
un po' di colore

alla tua tavolozza…

…era il rosso
del
mio sangue.


 

 

 

 

 

 







 

 

 

la mia solitudine ha una porta che conosco

ed una che non conosco

tu non hai trovato
nessuna delle due




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quando usata e quando abbandonata,

questa donna non solo non è mai stata amata,

capace di farsi amare non è mai stata.



























certe notti le passo al  buio

e i miei occhi

scrivono parole luminose

di poesie

che al mattino non ricordo



























tutto dentro di te

 ma, il mio sogno

ci sta tutto
dentro al tuo?
e la mia vita
tutta quanta nella tua?

 

puoi concepire
che non possiamo
condividere tutto?


peccato,

passata una notte assieme

mi rimaneva

tutto il giorno dopo

un intenso mosaico di calore

addosso


















porto con me il giusto e lo sbagliato

la verità e l'errore

ed entrambi conservando

sempre mi salvo


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono dei modi di stare

che si stanno con una donna sola

e quei modi voglio starli solo con te.


















creare minuscole felicità

percorsi

cercare piccole felicità

a volte non trovarne

e rimaner sospeso

o avvelenato

ricordare quel veleno

come un'ulteriore cosa di cui liberarsi

una volta trovata

una nuova uscita
















m’è scappata una goccia d'amarezza

e di rabbia

ho rovinato tutto

e tu eri troppo debole

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

la lingua che da solo con me parlo

non ha parole e forse non conosce il tempo


 

 








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ti aspetterò tutta la vita

se necessario

e anche di più

ma sarebbe bello
se venissi prima


 

 

 



 

 

 

 

 




 

kein Wort hab' ich heut' Abend

ich höre nur den Wind

und laufe unter diesem kalten Mond

so traurig weiß und schön.

















Poesia per  XXXXXX

 


Quando ti vedo

sono emozionato.

 

(e un po' anche dopo)
































ti vedo andartene e

mi sento solo

come un ricordo

di estate passata al mare

quando ero bambino

e alla mattina attraversavo la spiaggia di sabbia calda

finchè mi sedevo

vicino ai granelli luccicanti bagnati dalla schiuma

e mi guardavo intorno

cercando qualcuno con cui giocare...










 










 

siamo come piselli

surgelati

findus:

molto verdi

e non sanno di niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tutto naturale

                   tutto al naturale

                                ...come il tonno Rio Mare.
































incomprenzione


calda

la tua mano calda sulla mia spalla

non sopporto

ma tu non capisci

e mi sorridi.

ma de che?


 










 

 

all'improvviso è scesa la pioggia

 

solo

fratello dei cani abbandonati

mi sembrava che nulla parlasse con me

 

ho visto i rami dell'olmo agitarsi

e lottare col vento

 

d’un tratto

 

i muri della mia casa son crollati

mi sono ritrovato in mezzo al mondo

che tutto mi parlava!


















ammore

 

  Il dio dell'ammore parlò e disse:

"io sono l'ammore"

La dea dell'ammore, udìtolo, si rivolse a lui e disse:

"anch'io sono l'ammore"

entrambi si struggevano d'ammore perché erano gli dei dell'ammore.


 

 

 

 

 

 








 

 

il falco sul faggio

attende

la preda

e il passare del tempo.

il faggio sotto il falco

attende

la primavera

e le sue nuove foglie...
























L'imbriago

 

con un sorriso scaltro,

chiese:
"me ne fa un altro?"




















che bella luce!

quella del tardo pomeriggio d'inverno

che s'infila tra le foglie dei miei olmi

a cambiare sempre i colori…

























procedure

 

Affascinati dalla tecnica

Perdiamo il senso delle parole

Affascinati dalla tecnica

Perdiamo il senso delle parole

Affascinati dalla tecnica

Perdiamo il senso delle parole

E non solo quello

 

Perché tutto vuol dire tutto

e niente

per chi ha perso tutto quello

che aveva da dire

 

(occupato com'è dai processi della tecnica)

 

seguire le procedure

per diventare come verdure

 

prende la paura

di guardare lontano

a chi si abitua

a stare troppo

davanti al PC.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

passavano i giorni

le persone

i luoghi

non mi ero accorto che era la mia vita


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 























nuova catena

che dalla vecchia mi liberi

solo il tempo

mi dirà il tuo peso!











Certevolte

hosolobisogno

diparlareconqualcuno

non

uno

qualsiasi.











le ragazze che mi piacciono:
hanno occhi più grandi del normale
e guardano lontano da dove sono.
Conosco il posto di quello sguardo
e mi sento meno solo
quando le guardo
guardare da un'altra parte


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

non avere problemi

non è la felicità
















non eri come gli altri ti volevano

ti sei persa un po'

nell'atmosfera del mondo

dov'è il tuo mondo

colorato

le tue scarpe fuori moda

fuori tutto

come il cappotto del nonno

tirato fuori dall'armadio

della soffitta di un altro tempo

 

sei una bambina che lascia sempre

la finestra aperta, di notte

 

così Peter Pan può entrare


 






 

 

 

 

 

Il vantaggio che hai su di me

è il vantaggio che io ti do

 

non parliamo la stessa musica.


 

 

 







Ah, quanto goder di voi vorrei

sotto a questi pini

Il cielo è vento
e nuvole
lontane

 

Le Vostre labbra

Timide e gentili

Un segno han rimaso in me

Che non dilegua il tempo



















A lasciarsi andare si può anche provare angoscia
poi però, se la guardi bene bene ... dall'alto
non è che un piccolo insetto brutto e fastidioso
che si muove lì in basso
da qualche parte, dentro di te

 

la dolcezza è una salvezza
la salvezza vera non è nella consolazione

 

perché a volte non ho neppure voglia di fare colazione?
perché a volte mi addormento senza neanche un pensiero?
perché a volte non mi va di vedere nessuno?

 

...da qualche parte però, qualcosa c'è

 

che neanche cento orgasmi!

una vena che mi percorre tutto
dai primi ricordi ad ora
lì è il senso di tutta la mia vita
e di questo istante

come  una linfa che dalle radici più profonde percorre tutti i rami di un  grande albero per raggiungere una fogliolina solitaria, quella che sta più in alto e si muove col vento, illuminata dalla luna.

<>Chissà cosa ne pensano gli alberi della luna piena...













Dal fiume della mia città

alle tue colline immerse nella notte

con i fari accesi sulle pietre

del nostro dolore

tra le curve della vita

quando finisce ogni rumore

e senti un brivido lungo la schiena

e pensi: "sarà stato il vento……….




















Rincasando



io sono qua e basta

senza niente

sento i miei piedi
sulla terra

immerso in una delle prime notti
di questa estate

e come ogni inizio d'estate

questo caldo è nuovo
per la pelle del mio corpo

che si risveglia

 
dentro
ho le immagini

il desiderio
che non si spegne
e conserva
l’immagine
di ogni sguardo
di ogni corpo
che ho raccolto durante il giorno illuminato.
Adesso sono qua, fermo e immobile al buio
e non mi muovo più
in questo inizio di notte
resto davanti casa
non vado da nessuna parte,
resto qui.
















Mi addormenterò

sulle ginocchia di nessuno

farò l'amore con gli ulivi

e tu non sarai

che un soffio di vento

già oltre le montagne

passato  di nascosto
sopra al lago









oggi

mi manca la pienezza

di certi risvegli

quando sento

che non mi manca proprio niente,

trovo la posizione giusta

e resto nel letto

ancora un po' di più















difficoltà:

ho scelto;

è più difficile, lo so

ma è una difficoltà che mi piace di più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tristezza:

mi sono chiesto se avevo diritto di essere triste

ho fatto due conti…

troppo complicato.

ho incaricato uno dei miei avvocati

che non è riuscito a difendere la posizione

ed ho perso la causa












le unghie delle dita si sono consumate

la pelle delle mani è corrugata,

si divide in squame,

come le cortecce degli alberi più vecchi,

quelli che hanno già vissuto centinaia di inverni e di estati...

e di primavere,
si...

 







La bella sensazione di non avere fretta

è illusoria

oppure si potrebbe proprio sempre

vivere così.

 












Disturbato dall'indiscrezione

dall'assenza di delicatezza

anche solo per un paio

delle poche cose che contano

mi allontano in terre di nessuno

ad ascoltare il ritorno

di tutti i pezzi di me stesso

persi per strada

nella corsa

che anch'io come tutti...

giusto per far credere che anch'io...

e non dare troppo nell'occhio.


 





 

 

mi rivedo da bambino,

sperduto in mezzo alla campagna

solo

davanti

ad un pioppo grande

con l'ultima luce dorata addosso

e la sensazione

che il sole se ne andava

senza sapere se sarebbe tornato.

Tutto era come per sempre

e mi ricordo che

iniziai a sentire freddo

ma non avevo voglia di tornare a casa.












Bush!

caro giorgio

se le bombe erano veramente intelligenti

dopo un po' ci ripensavano

tornavano indietro

e ti scoppiavano in testa a te

e non a mia mamma a mio papà e ai miei fratelli

che tornavano a casa dalla moschea

dopo la preghiera della sera.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

per me una stella

sempre si trova

dietro ai rami contorti delle querce













target

 

multi sala

multi mediale

multi uso

 

è trendi

io so' quarendi

gianni morendi è sessendi/settendi

se te scoppia 'na gomma in autostrata

te schiendi

ce sendi?


 

 

 

 

 

 

bellezza consumata dalla città

non invecchi, ti consumi

come la tua sigaretta

 

gli alberi, in campagna (quelli rimasti)

invecchiano, sempre più maestosi

a raccontare il tempo
















brofumo




Ti hai messo un brofumo molto forte

lo ho sentito da lontano

adesso che sei qui è fortissimo

forse è più forte di te

se lo sapevo!...me lo mettevo pure io

il dopobarba al mentolo

e poi si vedeva!...chi era il più forte!

Adesso invece vinci tu

tu hai la forza del brofumo

io non ti sento più

tutto brofumo e niente arrosto...


 

 

 

 

 

 

 

Albero

che lento cresci

ogni tua forma

m'insegna

il

tempo














el mito de omne familia

 

in vita de oniuno se crean familie

te puoi artrovare adentro o de fori ad una d’esse

 

io me compiaccio d’esser adentro de una familia

sibben non posso non scorger

le familie cui non partengo

 

accossì, de sovente, de fora me sento

de onne familia a cui prìa ero adentro

et sento nisciuna familia davero esser la mia

 

eppur me riesce coscì facil

lo farme accettare

 

egli è che poscia esse me vengon stricte

non posso accontentarme de una sola

accettar el mito de onne familia d’esser lo monno

 

lo monno è più esteso assai e d’esso son parte!

 

...o sonvi innumerevol monni

o‘l monno e sì ben più grande de una familia sola.

 

 

 









Chi ha bisogno
di una grande ebrezza

Sta combattendo
una grande tristezza

 

(entrambe osserva

fuor di te

seduto

s'un'isoletta inesistente)

 

Di molte cose ci si accorge solo
quando si è felici
veramente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

artefatti vocaboli

da menti tumefatte

al social strutturìo

 




 

 

Sono convinto che ogni persona abbia una visione della realtà unica e irripetibile e non solo abbia il diritto ma anche il dovere di esprimerla. Ho scelto di non divulgare le mie opere (libri, saggi, film, video) attraverso i canali tradizionali (case editrici, distributrici, videohome) e ho deciso di autogestire la mia creatività in tutti i suoi aspetti.

Stampando i miei libri, producendo i miei film e divulgandoli io stesso, vorrei incoraggiare tutti coloro che vogliono esprimersi a fare altrettanto, con urgenza e senza intermediari.

Silvano Agosti




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

The eye of my friend
(DI AI OF MAI FREND)

L’occhio del mio amico
è opaco
ha le lenti scure
l’occhio è scuro
le scarpe scure
è notte fonda
anche nell’occhio del mio amico
dove ho appoggiato la mia mano
chiusa

con forza

adesso il mio amico ha un occhio scuro
e le idee chiare

non è obbligatorio andare d’accordo
sempre
tra amici.
 
 
 















 
 

LO ROMORE DE SOPRA

ahi! fato tremento perché vai scuotento
‘l soffitto che ad altrui è sol pavimento?
L’ignoti abitanti del superior piano
si portano male e ‘l lamento mio è vano…
Ad ogni istante è una biglia che piomba
è una sedia che striscia con romore de tromba;
son passi pesanti di chi grazia ha lasciato
di chi beve una birra ma tutta d’un fiato
s’odon li rutti e lamenti assordanti
son sanza poesia e non so andare avanti
mi fermo perciò e salgo di sopra
a terminar con violentia una tal si mal opra.

Li vedo, son tanti “ma che è?” io gli esclamo
frantumo una boccia che pel col tengo in mano
li guardo con sprezzo e m’appresto al più grosso
colpiscolo tosto e frantumogli un osso
mi volto di scatto e ne afferro altri tre
li stendo al suolo come fosser parqué
poi afferro una stecca e mostro a lor tutti
come giocasi a biliardo sanza suoni sì brutti

stupiscono ed esclaman “chi sei tu signore?”
rispondo “poeta, qui sotto da ore
e non riesco a comporre per lo vostro rumore”
Lor chiedono scusa e si dicon ignari
che al piano di sotto stia coi miei compari
m’invitano quindi con motti assai belli
a divider con loro un kinotto al Varnelli.
Rispondo “si grazie” e si va tutti al banco
sottovoce brindando sanza un motto neanco.
Salutandoli tutti me ne vado alfine
promettendomi loro di tornare in pattine.
Benevolo aggiungo “pattine o scarponi
bastante è che voi non rompiate i coglioni”.
 
 
 
 
















SCENDENDO LE SCALE

scendendo le scale
si astenne
l’astensionismo si estese a macchia d’olio
mentre gli alibi svolazzavano
fringuellosi tra i rami di ricordi corrosi
e dannosi
perdendo significato
il singolo si assopì
ma quando si risveglia
nella teglia
egli è solo un pisello
di una immensa lasagna
ed immerso nella besciamella
fraintendendo l’assoluta circostanza
è reso incapace di cogliere
anche il più minimo
siderurgico o informatico nesso.
Stordito da iterazioni compromesse
tenta di creare un nucleo
di semplicità astrale

siamo come piselli
surgelati
findus:
molto verdi
e non sanno di niente.
 












 
 
 
 

PIU' GENTILE
(il canto dello psicanalista)

allora sarò più gentile,
più educato
ma non solo,
anche più sorridente
e piacevole…
sarò come dev’essere un bravo dottore, un farmacista, un fruttivendolo, un barista ed una merciaia…..
ti farò sentire a tuo agio
potrai parlare
io ti starò ad ascoltare
non temere
non ti contraddico
ti darò sempre ragione …..
e ti farò sembrare che hai sempre un’altra possibilità
e che tutto può cambiare
anche se non è vero
ti farò sentire soddisfatta e voluta bene
anche se è solo il mio lavoro
ti dirò che hai sempre fatto bene
e ti indicherò solo qualche piccolo errore
insomma ti farò stare bene
ti farò stare come vuoi tu
è il mio mestiere
ti farò credere tutto quello che vuoi credere e ti racconterò qualche teoria strana e qualche teoria meno strana
ti darò qualcosa di diverso, a cui pensare
una chiave per non capirci niente ma intanto… pensare…
puoi continuare ad andare in rovina
ma ti darò tutte le impressioni che vuoi
c’è sempre un’altra possibilità
sennò smetterei di lavorare
è il mio mestiere
alleviare il tuo dolore
costasse anche solo delle bugie
mica vieni qui perché vuoi la verità,
quella sta fuori
nel mondo dal quale sei scappata…
mi prenderò tutta la tua coscienza e la metterò in un cassetto
sono pieno di cassetti
da me c’è sempre posto…
…sono cassetti senza fondo
ma io non te lo dico….
non affrontare la realtà
non cercare la verità
cerca il mio studio illuminato…
a qualsiasi ora…
basta che paghi.
sai, io ti voglio bene come nessuno
come neanche tu
è questo il problema
nei momenti brutti.
 
 
 












 
 

DIFFICOLTA'
ho scelto;
è più difficile, lo so
ma è una difficoltà che mi piace di più

TRISTEZZA
mi sono chiesto se avevo diritto di essere triste
ho fatto due conti…
troppo complicato.
ho incaricato un avvocato
che non è riuscito a difendere la posizione
ed ho perso la causa
 
 
 
 












L'OLMO E LA LUNA PIENA

A lasciarsi andare si può anche provare angoscia
poi però, se la guardi bene bene … dall’alto
non è che un piccolo insetto brutto e fastidioso
che si muove lì in basso
da qualche parte dentro di te

la dolcezza è una salvezza
la vera salvezza non è nella consolazione

perché a volte non ho neppure voglia di fare colazione?
perché a volte mi addormento senza neppure un pensiero?
perché a volte non mi va di vedere nessuno?

ma da qualche parte qualcosa c’è
che non può essere rievocata neppure da 100 orgasmi.

una linea, una vena che mi percorre tutto
dai primi ricordi d’infanzia ad ora
che dà senso a tutta la mia vita
e a questo momento

come una linfa che dalle radici più profonde percorre tutti i rami di un grande albero per raggiungere una piccola foglia solitaria, quella che sta più in alto e si muove col vento, illuminata dalla luna.

Chissà cosa ne pensano gli alberi della luna piena…
 
 









Bere con gli occhi il verde del mare
non fare nient'altro
svuotarsi
non far entrare niente di ieri
bere solo l'adesso
a grandi sorsi di Verdicchio
sul Mare Adriatico d'Italia.




 
 
 







 
 

LA MORTADELLA ALLA BRACE
Il vino è una magia rosso rubino dentro al calice alto,
la sigaretta un riposo del tempo dentro all'anima…

sbadigliando osservo gli altri esseri
venire da storie diverse, dalle mie
e morire
non saper più trovare soluzioni
al loro errore………















 
 









Il  sogno
In  sogno
io sogno.














Chi desidera ma non agisce alleva pestilenza.

L'azione é indispensabile per la salute mentale.
Aspettati veleno dall'acqua ferma.

 
 










 
 
 

Dice
che ho lo sguardo sensuale,
e mentre lo dice
la guardo.
É una cosa molto sensuale.
 





 







Ma non tirare fuori scuse!
dissi a me stesso.

 
 





 
 
 
 
 
 

Amare, non potevo non amare,
 cercavo una cosa da fare,
 e l'ho trovata:
 essere all'altezza.
















pago e non reggo

l'impatto di una partita
iniziata senza attendere
il mio arrivo.
 
 
 













 
 
 
 
 
 

Eccoli lì,
 torbidi ascessi di realtà
 che non riflettono nulla.
 Avulsi dal contesto
 galleggiano estranei
 e s'imbottiscono di parole.
 Niente di nuovo
 se non lo squallore
 che splende sotto il sole
 di questa primavera inutile.

 Senza scampoli
 rimango qui
 nell'occhio del ciclope
 ad assorbire tutto
 ciò che non é stato detto
 ma non solo per questo
 fa tanto male.

 L'unico spiraglio é la ribellione
 quando si sposa                  ad una visione
 quando tutti gli uomini
                  saranno diversi
 e non ci sarà più bisogno delle donne
 perché le donne
 in fondo in fondo
 siamo noi.
 
 
 
 
 









 

Io sono un bambino
 adibito alla giornata

 Io sono un bambino
 allibito dalla giornata

 Io sono un bambino
 e vivo alla giornata
 
 











Il vantaggio che hai su di me
 é il vantaggio che io ti do.









 
 




 
 
 

Sono stato nel posto dove uno non ha niente
 ed il respiro sa solo di caffé
 ed é così pesante che a volte
 affiora il desiderio del nulla
 come pace

 ma io so sbagliare

 sempre di meno

 e sono uscito dal girotondo

 per sempre.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 

 



 
 
 
 






















 
 
 
 
 
 

l'aria fredda di dicembre
un raggio di luce
sulla terra nuda
qualche pensiero
e spazio
per lo sguardo

le nuvole se ne vanno
e rimaniamo soli
io e il sole

il grande pittore
di tramonti

...eccolo all’opera!

questi colori non li avevo mai visti

e adesso ho deciso:
saranno la mia cena

per questa sera.
 
 
 
 







 
 
 
 

un fagiano all’alba
io, non ancora del tutto sveglio
lo vivo come una visione
mistica
e
mistico
inizio la mia giornata
all’insegna del fagiano
veduto
poc’anzi
 
 












CIO CHE E'


ciò che è

fa tremare di paura

chi ama

non ha nulla da temere


Il dolore comprende solo

se l'amore gli fa il cuore più grande


nessun pensiero è grande

se non comprende tutto in un istante


se l'istante non è infinito

e non c'è spazio per tutta una vita


non nasce una nuova vita

e il cuore non può continuare ad amare


attraversare tutto senza sforzo
arrivare ovunque senza movimento


tutti i movimenti

compresi da occhi più grandi


tutto sta

nell'amore per un particolare


tutto pago

per amore


niente mi distrugge

non esistono errori
ho poco tempo
faccio
e tutto accade.


lascio l'amore

come un regalo


mi addormento col cuore pieno

pronto a lottare.
 

Chan-Nin
Saggio cinese del XII sec a.c.           [Frammento I]
(traduzione libera dall'inglese di Gianni Formnizzi Opitz)
 
 
 
 
 
 
 

QUANDO AMI DI NUOVO


quando ami di nuovo

ami come non sapevi prima

 

se ami davvero.

 

quando ami

è come se qualcuno sempre ti vedesse

 

quando ami

non sei mai solo

o forse in un modo

che è l’unico giusto

 

essere migliore

 

non accontentarsi

di cose non vere

o vere a metà

 

non fermarsi

se non nel posto giusto

 

l’errore comincia da dove ti trovi

 

non costruire inutilità

la verità è dove sei

 

guarda la consolazione camminare accanto a te

e sorridi di lei

 

prima di guardare gli altri

guarda sempre prima te stesso

o finisce che ti perdi

e devi tornare indietro

a cercare

quello che hai dimenticato

 

la terra è sempre sacra

anche la più povera e ferita

è sempre la più bella

 

 

tutto viene dalla terra

ed a lei ritorna

 

il cielo

è dentro di te

 

il tuo respiro

parla

 

perché agitarti

invece di cambiare semplicemente posizione?

 

anche tu muori

e ogni istante della tua vita è prima di morire

 

a volte

la notte è lunga ed il giorno è corto

per chi vive

 

guarda le cose morire

e osserva te stesso

 

forse avresti potuto prendere un’altra strada

 

tante cose non hai capito

tante cose non capirai

 

ma tu cosa capisci?

 

le lacrime sono un vestito

prezioso e luminescente

 

dov’è il tuo posto?

forse non c’è

 

sei sempre un ospite

 

e la tua casa è la bellezza

 

che cambia ogni giorno

 

tutto ricorda qualcosa

niente è come adesso

 

nella più piccola differenza

è nascosto il segreto

 

niente è distante come sembra

 

in un punto inaspettato

puoi ritrovare tutte le cose perse

e quelle che cercavi

 

non sai niente di ciò che ti aspetta

 

Chan-Nin
Saggio cinese del XII sec a.c.           [Frammento II]
(traduzione libera dall'inglese di Gianni Formnizzi Opitz)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Sogno una notte
che mi dia il tempo
di risolvere i miei problemi,
mi sorprende l'alba
che non ho ancora
voglia di dormire.
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 

E’ un’emozione più grande
volare un pelo sopra alle emozioni.

Vivere è contraddire le previsioni.

Mantova di notte
è un castello incantato con le luci tutte accese
in mezzo ad un cerchio d’acqua
(in cui specchia la sua bellezza)

Si è uniti in poche altre cose
come nel dolore

Tutti
sentiamo tutto.
Semmai
è che non riusciamo
a riconoscerlo.

Si può soffrire ed essere felici.

Guardati, guardali: sembrate tante farfalle che corrono in banca!

Invece di piangere
è ora di ridere
sul latte versato
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 

Più importante piacersi
abbiamo tutti una coscienza
chi non ci riesce, risolve tutto
cercando di piacere agli altri.
 
 
 
 
 
 
 




 
 

la vita è fatta
di piccole cose importanti e preziose
sbagliando s’impara a dare importanza
a piccole cose importanti e preziose
 
 





come se fumando una sigaretta si aggiustassero le cose

non è vero
ma il desiderio e l’impressione sono forti
all’alba, dall’alto, intravvedo un segreto
mi sorprende la luce
deserto è il mondo
ma è un’impressione
mi sembra di correre
ma è un’impressione
sconosciuto è quello che conosco
dietro al tuo volto
intuisco la sconfitta
e l’arresa
nel buio scompare il tempo
gli alberi sembrano enormi
e forse non dormono mai
mi chiedo perché cerco la punta del piacere
tra quelli che aspettano e si addormentano
passo e cerco
fuggo dai volti fermi
mi fermo sulle espressioni di chi lavora
potrei fare a meno di tutto
non posso non amare
come un parto atteso
una malattia che mi spreme
accarezzo l’indifferenza
senza finire nel gorgo
torneranno i colori
in un giorno d’inverno.
stasera mi manca l’ironia
   

 
 
 
 
 

andando in giro di notte
tra i salici viminali
lungo i corsi d’acqua offesi
ho trovato raggi di luna impigliati nei i rami
e fragoline selvatiche sfuggite agli spiriti del tramonto

seguo percorsi che mi indicano
alberi che conosco

le foglie mi salutano
e festeggiano la mia presenza

parlo con le querce secolari
ed i loro fusti elegantissimi e possenti mi attorcigliano i pensieri
con la consistenza dei secoli

il ciliegio selvatico, solitario e rossiccio
non si confonde più tra i sambuchi onnipresenti
e mi mostra in tutto il suo splendore
le possibilità della sua armonia
silenziosa

.........

altissimi, i pioppi neri nostrani toccano il cielo
e costruiscono sogni di rami che si perdono
nella luce della luna
la loro corteccia argentata
riflette
un’eleganza molto meno effimera
di molte a cui costretto sono ad assistere
quindi
questa preferisco
e rimetto su il disco
che di eleganza ne ha molta
ed a me non ha tolta
la voglia
di sveglio rimanere
per qui meditare
su ciò che si abbisogna
per ritrovar senza vergogna
ciò che così semplice è
che nessuno lo vede

e ancora alberi ci sono
di molto vari e belli tanto

.........
 
 






 
 

SSSSSSSSSSSILENZIO
 
 
 








 
  Gianni Formizzi Opitz porta il vino di piccoli produttori non industriali per l'Europa, pianta alberi dove può, inventa spazi dove le persone si incontrano, si esprimono e si divertono, è oberato dalle multe per divieto di sosta ed abita in campagna, tra le dolci colline marchigiane dei Castelli di Jesi sempre più povere di alberi ma ricche di orrendi edifici che distruggono inesorabilmente e per sempre un paesaggio costruito da uomini e natura in decine di secoli.