L'UOMO É UN MISTERO
L'anima umana rimane un mistero
L'uomo
é un mistero. Bisogna svelarlo, e se tu passi tutta
una vita a svelarlo, allora
non dire di aver buttato il tuo
tempo. Io mi occupo di
questo mistero, perché voglio
essere un uomo.
Certo, é molto difficile,
conoscere un uomo fino in fondo,
neppure molti anni di continuo
vivere assieme bastano per
riuscirci!
Trovare l'uomo nell'uomo
con completo realismo [...] mi
chiamano psicologo. Non
é esatto. Sono solo un realista
nel senso più alto,
cioé: io mostro tutte le profondità
dell'anima umana.
Per ogni geniale o nuovo
pensiero umano o anche
semplicemente ad ogni serio
pensiero che nasce dalla testa
di un uomo, rimane indietro
sempre un qualcosa che non può
essere condiviso con altri
uomini, e se anche si
scrivessero interi volumi
e si passassero trentacinque anni
a sezionarli, sempre rimarrebbe
qualcosa che a nessun costo
vuole uscire dalla propria
testa ma che ci rimane per
sempre, e con questo qualcosa
poi si muore, senza essere
riusciti a trasmettere
neppure ad un unico altro uomo forse
la cosa più importante
della propria idea.
Non dimentichiamo che i
motivi che muovono i comportamenti
umani di solito sono più
complicati, smisuratamente più
numerosi e vari di come
poi li raccontiamo e che raramente
si comunicano in modo netto.
Per il narratore, a volte, la
cosa migliore é
occuparsi della semplice esposizione delle
conseguenze.
Io credo che ci siano dei
volti che ogni volta che appaiono
portano sempre con sé
qualcosa di nuovo, qualcosa che fino
a quel momento non si era
mai notato in loro, anche se li
si era incontrati centinaia
di volte.
Ricordati,
riprese fotografiche raramente sono somiglianti
e questo é facile
da spiegare: l'originale, cioé
uno qualsiasi di noi, anche
nella vita, raramente si
assomiglia. Il volto di
un uomo mostra solo eccezionalmente
l'immagine della sua essenza,
il pensiero che lo
caratterizza, e questo
solo per degli attimi. L'artista
studia il volto che deve
ritrarre ed afferra questa
espressione propria del
volto, egli indovina per così dire
il pensiero principale
dell'uomo e lo riporta
nell'immagine, anche se
il volto della persona in questione
durante la posa di
solito non ha per niente questa
espressione. La fotografia
invece riporta l'uomo proprio
così come appare
nell'attimo dello scatto ed allora non é
escluso che per esempio
Napoleone, fotografato in un attimo
occasionale, possa apparire
stupido, sulla foto, e Bismark
tenero.
Gli uomini sono soli sulla terra questa é la disgrazia!
Un uomo completamente armonico
non esiste quasi per niente;
tra decine di migliaia,
ma forse anche tra centinaia di
migliaia se ne trova ogni
tanto uno, ed anche questi in
esemplari piuttosto deboli.
É sorprendente quanti
pensieri marginali possano venire a
galla, proprio quando si
é molto scossi da una qualche
tremenda notizia che, come
ci si aspetterebbe, dovrebbe
soffocare tutte le altre
sensazioni e spazzare via tutti i
pensieri marginali, mentre
sono proprio questi a diventare
i più pressanti.
Ci sono ricordi dolorosi
che ci causano sofferenze reali,
fisiche; quasi ognuno ha
di questi ricordi, solo che gli
uomini di solito li dimenticano.
Poi però, succede ogni
tanto che ritornano in
mente all'improvviso, magari perché
é stato anche solo
un piccolo motivo che li ha fatti
tornare in mente, dopodiché,
non ci si riesce più a
liberare da quel ricordo.
Nella memoria di un qualsiasi
uomo ci sono cose che egli
non condivide con tutti
ma al massimo con degli amici. Ma
ci sono anche cose che
egli non scopre neppure agli amici,
ma solo a se stesso, e
anche questo, solo sotto il sigillo
del silenzio. Infine ci
sono ancora delle cose che l'uomo
addirittura non osa dire
neppure a se stesso, e di queste
cose, in ogni persona per
bene, se ne ammucchiano una
considerevole quantità.
Penso che la migliore definizione
dell'uomo sia questa: un
essere che sta su due gambe
ed é irriconoscente.
Mi sono già meravigliato
migliaia di volte di questa
capacità dell'uomo
di riuscire a far convivere nella sua
anima il più alto
ideale con la più bassa volgarità, ed
entrambi con completa sincerità.
L'uomo é ampio, perfino
troppo ampio, io l'avrei fatto
più stretto.
Si parla della crudeltà
"animale" dell'uomo. Ma é molto
ingiusto e offensivo per
gli animali: un animale non può
mai essre crudele come
un uomo, crudele in modo tanto
studiato e ricco d'arte.
Io non voglio e non posso
neppure credere che la malvagità
sia lo stato normale dell'uomo.
Avere a che fare con i bambini fa bene all'anima.
I bambini si distinguono,
finché sono bambini, quindi fino
ai sette anni circa, in
modo incredibile dagli adulti, come
se appartenessero ad un'altra
specie, come se fossero di
natura completamenmte diversa.
I bambini vivono per commuoverci,
per purificare il nostro
cuore e in un certo senso
ci sono di insegnamento.
Se un adulto vuole conquistarsi
la fiducia di un bambino o
di un intero gruppo di
bambini, deve iniziare l'approccio
con serietà e praticità
e trattarli completamente alla
pari.
É biasimevole che
oggi ai bambini si voglia facilitare
tutto. Non solo ogni apprendimento,
ogni acquisizione di
conoscenze, ma perfino
il gioco stesso, ed i giocattoli
sono finalizzati a questo
scopo. Appena il bambino inizia
a balbettare le prime parole
ci si dà già da fare per
facilitargli tutto. L'unica
preoccupazione della pedagogia,
oggi, é di facilitare.
Ma questo facilitare tra l'altro
non é in nessun
modo una spinta allo sviluppo, al
contrario, é una
deviazione verso la superficialità, in
certa misura, un intorpidimento.
Un paio di pensieri, un
paio d'impressioni, che
un uomo ha vissuto in modo più
profondo durante l'infanzia
(secondo me, si, anche nel
dolore) faranno familiarizzare
il bambino in modo molto
più profondo con
la vita di quanto potrebbe essere capace
qualsiasi scuola facilitata
nella quale di regola non
accade niente di personale,
proprio niente, né di buono
né di cattivo, dove
perfino nell'onere non c'é nulla
d'oneroso e nella
virtù niente di virtuoso.
Ogni uomo pretende considerazione
Ogni
uomo, chiunque sia, per quanto pure sia caduto in
basso , pretende lo stesso
seppure solo istintivamente,
in modo del tutto inconscio
considerazione per la sua
dignità di uomo.
Si può essere uno
straccio e, nonostante questo, non
perdere il senso dell'onore.
[...] Gli sembrava come
di essere ancora assolutamente
lontano dal punto decisivo,
come se avesse ancora molto
tempo e potesse ancora
riflettere su molte cose [...] Le
sue gambe si spegnevano,
si piegavano, ma andavano avanti.
Rimase immobile per un
attimo, per riprendere fiato, per
rimettere ordine in se
stesso, per entrare come uomo. "Ma
perché? A che scopo?"
pensò improvvisamente quando si
accorse della sua azione.
"Se proprio si deve vuotare
questo calice, non é
tutto lo stesso? Più malvagio é,
tanto meglio!"
Se vuoi considerazione,
allora abbi considerazione prima di
tutto per te stesso. Solo
così, solo con la considerazione
per te stesso, costringi
anche altri ad avere
considerazione per te.
Proprio attraverso la mancanza
anche del più piccolo
orgoglio si raggiunge il
decoro più alto, e si scorge di
fronte a sé un uomo
che si considera da sé, senza dubbi,
proprio così com'é,
nella sua posizione, sempre allo
stesso modo quale che sia
la sua posizione, sempre allo
stesso modo quale che sia
il destino che gli é capitato di
dover vivere. Questa
capacità di considerarsi proprio
nella propria posizione,
é estremamente rara al mondo,
tanto rara, perlomeno,
quanto una vera e personale
dignità.
Quando persi la considerazione
di me stesso e mi abbandonai
all'annientamento delle
buone qualità e alla rinnegazione
della mia dignità
di uomo, allora, ormai, già tutto era
perduto. Così, infine,
la caduta poteva arrivare,
inevitabile!
Il cuore é la cosa principale
Senza un cuore puro non
si giunge mai ad una piena e giusta
conoscenza.
Si possono sapere molte
cose incoscentemente, sentendole
solamente, senza saperlo.
Con la sola logica non si
vince la natura umana! La logica
vede tre possibilità
quando ce n'é un milione!
Ciò che conta non é la ragione, ma ciò che la guida: la natura, il cuore, i nobili istinti, lo sviluppo.
Le idee cambiano, il cuore rimane sempre uguale.
Ci si può pure sbagliare
in un'idea, ma non ci si può
sbagliare col cuore e diventare
incoscenti attraverso
questo errore, perché
significherebbe andare contro la
propria convinzione.
Io per esempio voglio vivere coscientemente per poter realizzare tutta la mia forza vitale, ma non solo per soddisfare la mia ragione, cioé ad un qualsiasi ventesimo di tutta la mia forza vitale. E cosa sa la ragione? La ragione conosce solo quello che ha appena appreso (altro non saprà mai: non é consolante, ma perché non dirlo?), la natura umana invece tratta come un tutto unito con tutto ciò che é in lei, cosciente ed incosciente...
Grandi pensieri appartengono meno ad una grande ragione che ad un grande sentimento.
Si sa che i sogni sono una
cosa molto strana: alcune cose
si vedono con spaventosa
nitidezza, con una definizione dei
particolari tale che sembrano
cesellati da un orafo, mentre
altre sono trascurate completamente
come se non fossero
neppure presenti: lo spazio
ed il tempo, ad esempio. Io
credo che i sogni non sia
la ragione ma il desiderio a
sognarli, non la testa
ma il cuore.
Tatto e vista li insegna
il proprio cuore e non il maestro
di danza.
Nel mondo, gli uomini dimenticano
il grande e si danno da
fare con il piccolo. Nella
solitudine é molto diverso:
l'uomo si fortifica in
se stesso e diventa forte per
qualsiasi grande azione.
Un sacrificio volontario,
completamente cosciente, non
costretto da niente e da
nessuno, un sacrificio di se
stessi in favore di tutti,
secondo me é il segno più alto
dello sviluppo della personalità,
della sua forza più
alta, del suo più
grande controllo. É il segno della più
grande libertà della
volontà personale. Dare la propria
vita liberamente, morire
per tutti la croce della morte o
scalare il rogo, é
possibilie solo con il più forte
sviluppo della propria
personalità.
"É forte solo ciò
per cui viene versato sangue!" solo
che i furfanti dimenticano
che non si dimostra forte in
coloro che lo versano ma
in coloro il cui sangue viene
versato.. E questa, proprio
questa, é la legge del sangue
sulla terra.
Non la massa, ma il singolo, deve cambiarsi
Ti
assicuro che é nostro desiderio più intimo diventare
uomini decenti. Solo che
lo rimandiamo continuamente. E sai
una cosa? Così se
ne vanno gli anni, i migliori, della
vita!"
Senza una meta precisa,
senza tendere continuamente verso
questa meta, non vive nessun
essere umano vivo. Se l'uomo
perde meta e speranza allora
si trasforma non di rado, da
tanta noia, in un mostro.
Abbiamo bisogno di decisioni
sane, prima di queste non
giungeremo alla serenità.
Solo la serenità é la sorgente
di ogni grande forza [...]
Ma serenità ne abbiamo poca. É
soprattutto la serenità
spirituale che ci manca, mentre é
proprio questa la cosa
principale, perché senza serenità
spirituale non ce ne può
essere nessun'altra. A questa non
diamo assolutamente nessuna
considerazione, perché
tendiamo solo ad una temporale
e materiale piattezza. Nelle
nostre teste e negli altri
strati del nostro essere non
c'é nessuna serenità,
e così non abbiamo fermezza, né
nelle nostre convinzioni,
né nelle nostre opinioni, né
nei nostri nervi e alla
fin fine neppure nelle nostre
necessità.
Le necessità inaridiscono l'anima.
Nel
mondo d'oggi la dissolutezza é considerata libertà
mentre la vera libertà
sta proprio e solo nel controllo di
se stessi e della propria
volontà, un controllo tale da
farci raggiungere, alla
fine, uno stato morale nel quale
siamo sempre, in ogni istante,
padroni di noi stessi. La
sregolatezza dei desideri
porta solo alla schiavitù.
Cedere ad un vizio spesso
é peggio che cadere in
prigionia.
Modera i tuoi vizi, vinci
te stesso! "Se vuoi conquistare
il mondo intero, vinci
te stesso".
La vita vera dev'essere
qualcosa d'incredibilmente
semplice, la più
quotidiana, la meno nascosta. Una cosa di
tutti i giorni e di tutte
le ore, qualcosa di così
abituale che semplicemente
non possiamo crederlo. Potrebbe
essere una cosa così
semplice che proprio per questo da
secoli le passiamo accanto
senza scorgerla né
riconoscerla.
Quando ho detto che la cosa
é "molto semplice", mi sono
dimenticato di aggiungere
che é allo stesso tempo la più
difficile di tutte. Tutte
gli insegnamenti delle religioni
e delle sette del mondo
si possono riassumere in una frase:
"ama la virtù e
fuggi il vizio." Cosa ci potrebbe essere
in apparenza di più
semplice? Allora realizza qualcosa di
virtuoso e sconfiggi almeno
uno dei tuoi vizi. Su, provaci
almeno una volta!
si, ma come?
Sarebbe veramente ora di
smetterla una buona volta di
scaricare la colpa apaticamente
sulla "massa". É vero,
comunque, che soffoca molte
cose, ma non può mica privarci
di tutto. Quante volte
un incallito furfante esperto delle
cose ha saputo mascherare
esteriormente o addirittura
legittimare, con questo
condizionamento della "massa", non
solo le sue debolezze ma
perfino le sue peggiori
bassezze...
Le cose stanno così,
che nel momento in cui diventiamo
milgiori, miglioriamo anche
la massa.
Solo con energia, lavoro
e lotta può essere cambiata la
"massa". Solo col lavoro
e la lotta si raggiunge
l'indipendenza e la sensazione
della propria dignità..
Quando raggiungiamo questo
saremo migliori noi stessi per
primi, e con noi anche
la "massa" diventerà migliore.
Nella vita, percorri una
strada diritta e senza
compromessi. Rafforza in
te le tue buone sensazioni,
perché tutto dev'essere
fortificato. Se sei sceso anche
solo una volta ad un
compromesso con il tuo onore e nella
tua coscienza rimarrà
a lungo un punto debole nell'anima,
nella scelta tra una piccola
difficoltà da una parte e la
convenienza dall'altra,
ti deciderai per la convenienza e
ti tirerai indietro di
fronte alla difficoltà. Quello che
sto dicendo non é
un luogo comune, quello che dico ferisce
me per primo, e del punto
debole in me, probabilmente, te
ne ho parlato per esperienza
personale. Forse amo in te
proprio ciò che
a me manca.
Non dire: "Sono solo un
singolo impotente", oppure: "Se
distribuisco i miei
averi e vado a servire, con questo
solo non posso certo migliorare
niente." Al contrario, se
ce ne sono anche solo pochi
come te, allora si può dire
che la cosa é già
realizzata. In realtà non é neppure
assolutamente necessario
dare via i propri averi [...]
Importante e necessario
é solo la tua decisione di fare
tutto per volontà
del tuo amore pratico, tutto quello che
ti é possibile,
ciò che riconosci onestamente essere
nelle tue forze [...] Ma
soprattutto non spaventarti da
solo, non dire: "uno non
é nessuno" e cose simili. Ogni
singolo, che cerca sinceramente
la verità, é già
tremendamente tanto. Non
seguire l'esempio di uno di quei
tanti costruttori qualsiasi
di frasi, di quelli che
ripetono ininterrottamente
e in modo che li si stia a
sentire: "Non mi si lascia
fare niente, mi si legano le
mani, mi si pianta nell'anima
la delusione e la
disperazione!" e così
via [...] Chi vuole essere utile
può fare infinitamente
tanto anche con le mani
letteralmente legate. Un
vero uomo dei fatti, appena si
mette in cammino, vede
così tanto lavoro da fare davanti a
sé, che non comincia
a lamentarsi che non lo si lascia
fare niente ma trova subito
qualcosa da fare e quello che
si impegna a fare, lo porta
a termine anche con le mani
legate.
Per cambiare il mondo e
dargli un nuovo assetto, per prima
cosa gli uomini devono
cambiarsi da sé mentalmente e
prendere un'altra direzione.
Finché non si é diventati
intimamente fratelli degli
altri, non può regnare nessuna
fratellanza.
Anche il più povero
degli uomini per quanto intimidito e
caduto in basso, é
un uomo e nostro fratello.
É vero quando si
dice: l'uomo vive per mezzo del buon
esempio.
Credimi: é immensamente
importante ed utile essere di buon
esempio anche solo in una
piccola cerchia, perché in
questo modo si influenzano
dozzine e centinaia di persone.
Il tuo proposito di non
mentire e di vivere nella verità
influenzerà e farà
riflettere le persone leggere attorno
a te. Questa, da sola,
é già una grande azione. In questo
modo puoi ottenere incredibilmente
molto.
Prima di predicare agli
uomini come devono essere,
mostraglielo attraverso
te stesso. Realizza tu stesso ciò
che diffondi, e tutti ti
seguiranno [...] A chi però ha il
cuore puro, ancora un consiglio:
controllati e vinci te
stesso prima di qualsiasi
primo passo! Realizza prima da
solo invece di costringere
gli altri: ecco tutto il segreto
di questo primo passo.
Sii buono, e lascia riconoscere
anche a tuo figlio che sei
buono [...] In questo modo
gli insegnerai in maniera
inequivocabile la convinzione
che bisogna essere buoni
[...] Il ricordo delle
buone azioni dei genitori, del loro
amore per la verità,
del loro senso della giustizia, della
loro bontà di cuore,
che essi non avevano nessun falso
pudore e quando possibile
non avevano mentito, farà di
tuoo figlio, prima o poi,
un nuovo uomo, credimi. Non
pensare che questo sia
troppo poco. Se si innesta su un
grande albero anche un
minuscolo ramoscello, con esso
muteranno anche i frutti
dell'albero intero [...]
Realizziamo i comandamenti
noi stessi per primi [...], e
pretetendiamo solo allora
dai nostri figli la realizzazione
dei comandamenti! Altrimenti
non saremo i padri bensì i
nemici dei nostri figli,
ed anch'essi non saranno i nostri
figli ma i nostri nemici,
e saremo noi stessi a portarli ad
essere i nostri nemici!
Che cos'é la parola
[...] senza esempio visibile?
SOLO LA VERITÀ RENDE L'UOMO LIBERO
La verità sta in noi
La
verità non é fuori di te, ma dentro di te, trovala
là, sottomettiti
a te stesso, vinci te stesso e vivrai la
verità. La verità
non é nelle cose, non sta fuori di te
e neppure in qualche posto
lontano dalle parti del mare,
bensì prima di tutto
e soprattutto nel tuo lavoro su te
stesso. Se tu vinci te
stesso, ti purificherai e sarai poi
così libero come
non hai mai neppure sognato di esserlo, e
con ciò inizierai
una grande opera e libererai anche altri
facendo assaggiare loro
la felicità, perché la tua vita
si riempirà di contenuto.
L'uomo ha una predilezione
tale per la sitematizzazione e
per le conclusioni astratte
definitive, che é pronto a
deformare intenzionalmente
la verità, é disposto a non
vedere con gli occhi, a
non sentire con le orecchie,
purché la sua logica,
in questo modo, continui ad avere
ragione.
La verità fa spesso l'effetto dell'impossibile.
"Amico mio" le disse "ho
mentito per tutta la vita. Perfino
quando dicevo la verità.
Non ho mai parlato per amore
della verità, ma
solo per amor proprio. Questo lo sapevo
già allora, ma solo
adesso lo ammetto [...] La cosa più
difficile nella vita é
di vivere e non mentire...e...e di
non credere alla propria
menzogna, si, si, proprio questo!"
Non c'é niente di
più difficile al mondo dell'aperta
franchezza e niente di
più facile della lusinga. Se nella
franchezza anche solo un
centesimo del tono é falso,
allora si crea subito una
dissonanza e subito nasce lo
scandalo. Quando invece
nell'adulazione tutto, fino al più
sottile frammento di tono,
é falso, allora, nonostante
tutto, risulta gradevole
e viene ascoltato non solo con
piacere ma addirittura
con grassa soddisfazione. Sempre e
comunque con piacere. Per
quanto goffo sia, sarà creduto
per lo meno a metà,
e questo vale per tutti i livelli di
sviluppo e per tutti gli
strati della società. Se anche
una vestale può
essere sedotta con la lusinga, figuriamoci
le persone comuni!
La cosa principale é,
non mentire a te stesso. Chi mente a
se stesso e dà ascolto
alla propria menzogna, arriva, alla
fine, al punto che non
distingue più nessuna verità né
dentro né fuori
di sé. Ma questo porta all'indifferenza,
verso se stessi come verso
gli altri, e chi non presta più
attenzione agli altri,
smette anche di amare, e tenendosi
occupati senza amore ma
solo per distrarsi, finisce che ci
si consegna nelle mani
del vizio.
Ciò che appare cattivo
a te nel tuo intimo, viene
purificato già solo
dal fatto stesso che lo noti in te.
Evita la menzogna, qualsiasi
menzogna, e la menzogna a te
stesso in modo particolare.
Cos'é la lusinga
? La lusinga é il tributo che il vizio
deve pagare alla virtù,
un pensiero che é
immensamente tranquilizzante
per una persona che in pratica
vuole restare viziosa ma
allo stesso tempo non vuole
abbandonare per lo meno
il suo legame spirituale con la
virtù. Oh, il vizio
paga molto volentieri il suo tributo
alla virtù.
So, per amara esperienza,
quanto può essere illusorio
talvolta l'aspetto esteriore,
come a volte tra i fiori si
nasconda una serpe.
Ad ogni modo si può
essere cattivi comunque, e nonostante
questo riuscire a piacere
per mezzo di spirito,
sensibilità e modi
piacevoli.
Non ci si può neppure
immaginare tutta la vergogna e
l'abbruttimento morale
di cui é capace un geloso, ciò in
cui precipiterà
senza nessun rimorso di coscienza.
Non certo come un' anima
sporca e cattiva, no! Al
contrario, col cuore in
alto, amore puro e grande spirito
di sacrificio, il geloso
é capace di nascondersi sotto il
tavolo e allo stesso tempo
provocare le persone peggiori e
rallegrarsi poi delle più
basse cattiverie della calunnia
[...]
Il geloso é capace
(dopo una scenata tremenda, s'intende),
di perdonare tutto, perfino
un tradimento scoperto, perfino
abbracci e baci che lui
stesso ha visto, se solo può
sperare allo stesso tempo,
che sia stato "per l'ultima
volta" e che l'avversario
scomparirà all'istante e se ne
andrà all'altro
capo del mondo [...]
Si capisce che il perdono
durerà solo un'ora perché se
anche l'avversario davvero
scomparisse all'istante, allora
il geloso troverà,
il giorno dopo stesso, un altro e nuovo
nemico, e di nuovo diventerà
geloso.
La solitudine e la pigrizia solleticano la fantasia
„ Tra le grandi scoperte di Dostoievski
c'é l'esperienza che
non c'é nulla di
più "fantastico" della realtà. Questa
scoperta la considerò
come una sua seconda nascita. Lo
salvò dal destino
di coloro che vivono per decenni senza
trovare se stessi. Ritirati
in un angolo della loro
esistenza, sono prigionieri
del proprio io che si esaurisce
in interminabili monologhi.
Per timore dei contrasti con i
… dati di fatto„ della vita reale
essi fuggono nel regno dei
propri sogni e si accontentano
di una fuggevole apparenza
di gioia senza accorgersi
di come il "veleno degli stolti
sogni" lasci avvizzire
sempre di più la loro anima. Ma chi
é questo sognatore?
É chi si sottrae alla verità, chi
rappresenta qualcosa davanti
a sé e per sé, é chi si
perde in egoistiche, meschine,
presuntuose ed insincere
sensazioni, é chi
non tiene testa al male che é in lui. E
la …solitudine„ e … „la
…pigrizia„ sono il miglior terreno per
questo genere di sogni
che imprigionano l'anima nella loro
rete come un ragno le mosche.
Nel suo taccuino, Dostoievski
annotava nel 1876: "La vita
é buona, e bisogna
darle una forma tale che chiunque possa
costatarlo". Il sognatore
non lo fa. É una personalità
divisa, esclusa da quella
che Dostoievski chiama …"la vita
vera".
La
dea fantasia ha già tessuto la sua rete dorata attorno
a lui ed ora la svolge
con i colorati ricami di una vita
inaudita e meravigliosa
[...] Il silenzio regna nella sua
piccola stanza: solitudine
e pigrizia accarezzano la
fantasia, essa si accende
piano piano, un lieve movimento
si solleva in lei, come
un leggero ribollire simile
all'acua nella macchina
del caffé [...], improvvisamente
un nuovo mondo, una nuova
magica vita é comparsa attorno a
lui. Un nuovo sogno
nuova felicità! Fresco, finissimo e
dolce veleno! Che paragone
c'é con la nostra vita reale!
Ed in un modo tanto facile,
così naturale, si costruisce
questo favoloso paese della
fantasia, come se davvero non
fossero solo tutte trame
del cervello!
E' proprio vero, spesso
si é tentati di credere che tutta
questa vita non sia una
creazione delle sensazioni, uno
specchio effimero senz'anima
e solo un'ingannevole frutto
dell'immaginazione, ma
realtà vera, qualcosa che esiste
veramente, una presenza
che si può toccare con le mani!
I miei sogni romantici ed
eroici ora, dopo il mio primo
scontro con la realtà,
se ne erano definitivamente volati
via.
Ognuno, la mattina presto
[...] fa esperienza di un effetto
di disinganno sulla natura
dell'uomo. Un qualche focoso
sogno di pensieri notturni
viene spento improvvismente
dalla luce e dal freddo
del mattino e sparisce come fumo.
Ci si domanda: dove sono
rimasti i miei sogni? Si scuote la
testa e si mormora: come
passano in fretta gli anni! E ci
si domanda ancora: che
cosa ne ho fatto dei miei anni ?
Dove ho seppellito il mio
tempo migliore? Ma ho mai vissuto
in realtà? Oppure
no? Guarda, ci si dice, guarda, come si
fa freddo nel mondo. Passano
ancora alcuni anni e poi viene
una solitudine stizzosa,
con la stampella arriva l'età
tremante che porta le preoccupazioni
e la sofferenza. Il
tuo mondo fantastico impallidisce,
i tuoi sogni si
avvizziscono e muoiono,
cadendo da te come le foglie gialle
dagli alberi.
Ognuno é colpevole per tutti e per tutto
É difficile per l'uomo,
sapere per ogni colpa cosa ci sia
di colpevole e cosa no:
qui c'é un mistero che va oltre la
comprensione umana.
Ogni essere umano é
colpevole per tutti e per tutto, a
prescindere del tutto dalle
sue proprie colpe [...].
Davvero, é così:
quando gli uomini avranno capito questo
pensiero, il regno dei
cieli inizierà non solo
nell'immaginazione, ma
anche nella realtà.
Se proprio si giudica un
uomo, allora lo si deve fare
tenendo conto di tutte
le circostanze.
Sulla via di casa [...]
entrò in un'osteria da quattro
soldi. Là ordinò
il té, si sedette, e sprofondò in un
profondo pensare. Un meraviglioso
pensiero iniziò a
picchettargli la testa,
come un pulcino che vuole uscire
dal guscio, e lo avvolse,
lo avvolse sempre più.
Una colpa più grande dell'amore non esiste
Perdoniamo,
perdoniamo. Perdoniamo tutto, a tutti,
sempre... E speriamo, che
anche a noi venga perdonato. Si,
perchétutti siamo
colpevoli ed ognuno é colpevole di
fronte a ciascuno. Tutti
sono colpevoli!
Non avevo ancora visto né
mi ero mai accorto d'una enorme
quantità di cose
su quest'essere umano che io stavo
giudicando.
Bisogna avere riguardo,
e allora molto, molto si può
perdonare.
PER LO STRAZIO DEL DUBBIO ALL'OSANNA DELLA FEDE
Essere toccati da altri mondi
Solo
quando amerai ogni cosa, ti si svelerà il segreto
[...] che sta nelle cose.
Ma una volta che ti si é
svelato, lo riconoscerai
altre volte ancora, continuamente
e sempre di più,
giorno dopo giorno.
Senza critica non ci sarebbero
altro che "osanna". Ma per
la vita, "osanna" solamente,
é troppo poco. Questo
"osanna", prima, deve per
forza passare per il dubbio.
"Solo dio mi tortura. Ma
cosa succede se non esiste? [...]
Come si potrebbe essere
virtuosi senza dio? Questa é la
questione! Non riesco ad
andare oltre a questa domanda. E
chi amerebbe più
l'uomo, senza dio? A chi sarà
riconoscente, a chi canterà
più un'inno?
Molti uomini forti, a quanto
mi sembra, hanno proprio un
bisogno naturale di trovare
qualcosa o qualcuno, di fronte
a cui potersi inchinare.
Per un uomo forte é spesso molto
difficile, sopportare la
propria forza.
Tutta la legge dell'esistenza
umana sta nel solo fatto che
l'uomo può sempre
inchinarsi davanti a qualcosa di
smisuratamente grande.
Ma se si togliesse all'uomo
l'incommensurabilmente
grande allora non vorrebbe più
vivere e morirebbe nella
disperazione. L'incommensurabile e
l'infinito sono necessari
all'uomo tanto quanto questo
piccolo pianeta su cui
vive.
la prerghiera non é una vuota formalità
Ammetterai, che la preghiera é educazione.
Raccoglievo tutte le mie sensazioni nella mia preghiera.
Signoreiddio, se solo l'uomo
si scongelasse nella
preghiera.
E come credi che stia colui
per cui nessuno prega? Perciò,
quando prima di andare
a dormire dici la tua preghiera,
aggiungi queste parole:
"abbi pietà, Signore, anche per
tutti quelli che non hanno
nessuno che prega per loro".
Questa preghiera é
sicuramente gradita a dio e sarà anche
ascoltata.
Qui però non é
più questione di filosofia ma
di fede. E la fede é
come un colore.
[ ll grande inquisitore
sta accusando Cristo, ritornato tra
gli uomini, che ora sta
in piedi di fronte a lui:]
Tu non sapevi che l'uomo,
nel momento in cui esclude il
miracolo, escude anche
dio, perché l'uomo non cerca dio
più di quanto cerchi
il miracolo [...] Tu non sei sceso
dalla croce, quando ti
si urlò con scherno: "scendi dalla
croce, e noi crederemo
che tu sei il figlio di Dio!" Ma tu
non sei sceso, perché
non volevi fare degli uomini degli
schiavi per mezzo di un
miracolo, perché chiedevi amore
spontaneo e non amore costretto
dal miracolo. Eri assetato
di amore di uomini liberi,
non di prigioniera sottomissione
di fronte al potere, di
quella che incute terrore per
sempre agli schiavi. Ma
anche qui li hai sopravvalutati,
perché essi sono
schiavi, te lo dico io, anche se sono
stati creati per qualcosa
di superiore. Guardati attorno e
giudica tu stesso: sono
passati quindici secoli, vai e
guardali: chi sei riuscito
a far salire fino a te? Ti giuro
che l'uomo é stato
creato più debole e basso di quello
che ti aspettavi da lui.
Come può realizzare quello che
hai realizzato tu? Ma poi,
é davvero capace di farlo?
Lo hai giudicato capace
di tanto, come se non avessi avuto
pietà di lui, perché
hai preteso troppo da lui e chi é
stato? Quello che lo amava
più di se stesso. Se lo avessi
considerato di meno, allora
avresti anche preteso meno da
lui, ma questo almeno si
sarebbe avvicinato di più
all'amore [...]. Noi abbiamo
migliorato la tua opera e
l'abbiamo ricostruita sul
miracolo, il mistero e
l'autorità. E gli
uomini erano felici di essere di nuovo
guidati come un gregge,
che finalmente fosse tolto dal
cuore quel regalo tanto
tremendo che aveva portato loro
tanta sofferenza.
VIE VERSO VITA VERA
L'amore non é astratto
Senza
amore l'uomo rimane prigioniero di una solitudine
mortale nella quale si
estrania non solo dai suoi simili ma
soprattutto da se stesso.
Quando invece gli riesce, con
fatica e perseveranza,
di fare dell'amore la base della sua
vita, allora gli si apre
un mondo completamente nuovo in
cui fa scoperte inaspettate.
Alla sua luce riesce a
riconoscere i suoi simili
e per mezzo di essa anche se
stesso. Diventa cosciente
che la sua vita ha un senso
perché si sente
importante per gli altri. Così giunge ad
una vera coscienza di se
stesso. Ha l'impressione di essere
rinato ad una vita tutta
nuova. Quali sono le
caratteristiche di questo
amore? Non é astratto ma
concreto, cioé non
é rivolto all'umanità ma al singolo
essere umano. Si mostra
nella felicità dell'azione che é
una delle caratteristiche
dell'etica di Dostoievski. In
ogni buona azione l'uomo
dà una parte della sua
personalità e prende
una parte della personalità
dell'altro su di sé.
Un tale amore non esclude nessuno.
Abbraccia l'uomo anche
nel suo peccato.
…
L'amore rende bello il viso.
La bellezza salverà il mondo.
Dove non c'é amore, non c'é neppure comprensione.
Cos'é l'inferno? Io, per me, penso così: l'inferno é lo strazio pentito di non poter più amare.
La coscienza di un amore non corrisposto dev'essere più terribile di tutto, ed in questo appunto sta l'inferno.
[„oublie moi]
Miei cari amici, non abbiate paura della vita! Com'é bella la vita, quando si fa qualcosa di buono e di giusto!
Non ho bisogno di un consiglio intelligente, ma di uno che viene dal cuore, uno proprio fraterno, uno che é così, capisci, come se mi amassi già da tutta una vita.
Il primo amore matrimoniale,
quello passa naturalmente con
il tempo, ma poi ne viene
un altro, un amore altrettanto
bello. É allora
che si avvicinano le anime.
Quale terzo può giudicare
in modo assolutamente preciso la
relazione tra due amanti
tra di loro?
Sono quelli che amiamo di più, quelli che più offendiamo.
Quando si ama non si pensa a lungo alle offese.
Nell'amore astratto per
l'umanità si ama quasi sempre solo
sé stessi.
Tu ami l'umanità e disprezzi il singolo infelice.
L'amore é un grande
maestro, ma bisogna capirlo da soli,
per abbracciarlo. Questo
però é difficile e faticoso,
perché si può
comprare solo a caro prezzo, con molte
fatiche e solo dopo lungo
tempo. Perché non si tratta
dell'amore di un attimo
fuggente, ma dell'amore che non
finisce per tutto l'arco
di una vita.
Occasionalmente, casualmente
e per qualche istante, é
capace di amare chiunque,
anche un mascalzone.
L'amore fanatico, in confronto
all'amore pratico é
qualcosa di squallido e
disgustoso. L'amore fanatico é
tutto teso verso un veloce
atto eroico che si possa
compiere in poco tempo
e in modo che tutti possano vederlo.
A volte si arriva addirittura
al punto che si é disposti a
dare la vita purché
questo non duri troppo a lungo ma sia
portato a termine velocemente
come sul palcoscenico in modo
che tutti lo possano vedere
e lodare.
L'amore pratico al contrario,
é lavoro e resistenza, per
alcuni addirittura tutta
una scienza.
L'obbligo di fare felice
almeno una persona nella propria
vita, in modo pratico,
voglio dire nella realtà, lo
innalzerei a comandamento
per ogni essere umano sviluppato.
Amate l'uomo anche nella sua colpa perché solo un'amore simile é l'immagine dell'amore divino ed il più alto amore spirituale.
Adesso ho accolto nella mia tutta
la sua anima e attraverso lei sono diventato un uomo.
il soffrire assieme é più necessario delle medicine
Non c'é niente di
più insopportabile, quando un uomo é
infelice, di centinaia
amici che subito gli spiegano quanto
si sia comportato stupidamente.
In ogni disgrazia di un'altro,
c'é sempre qualcosa di cui
un occhio etraneo si compiace
e questo succede a
qualsiasi essere umano,
chiunque egli sia.
Chi nella sua vita ha sperimentato
un destino avverso ed in
certi attimi ha assaggiato
tutta l'amarezza della sua
sorte, sa quanto faccia
bene, in tali
circostanze, incontrare
in modo del tutto inaspettato una
fraterna partecipazione.
L'amore per il prossimo,
la gentilezza, il fraterno
soffrire assieme a chi
soffre sono per chi soffre spesso
più necessari di
tutta la medicina.
Dovrebbe essere così:
che ogni uomo abbia sempre la
possibilità di andare
in un qualche posto. Perché ci sono
momenti, in cui assolutamente
ci si deve rivolgere a
qualcuno, anche una persona
qualsiasi [...] Ecco, dovrebbe
essere così: che
ognuno avesse almeno un posto, e un posto
dove si ha compassione
assieme a lui.
Nella sofferenza si vede più chiaramente la verità
Ogni dispiacere ha anche il suo buono.
L'infelicità forse é la madre della virtù.
Le lacrime purificano il cuore.
La sofferenza ed il dolore sono sempre la premessa di una conoscenza completa e di un cuore profondo. A me sembra che sulla terra, uomini davvero grandi, debbano vivere una grande tragedia.
Ma non capisci che l'uomo
oltre alla felicità ha bisogno
allo stesso modo e nella
stessa misura anche
dell'infelicità!
La sofferenza altrui non rende assennati.
Se siamo noi stessi ad essere
infelici, allora possiamo
sentire meglio la sofferenza
altrui, e la sensazione non si
disperde così, ma
si raccoglie.
Nella ricchezza e nel benessere
forse non avresti mai
conosciuto niente delle
sofferenze degli uomini. A chi dio
ama manda tanta infelicità
in modo che possa fare
esperienza e riconoscere
il più possibile su se stesso,
perché chi é
infelice riesce a vedere negli uomini anche
più infelicità
di qualsiasi altro che vive felice....e da
quel dolore, a volte, cresce
una felicità anche più
grande.
Una vera ed inconfutabile
sofferenza é capace di rendere
tranquillo e stabile perfino
il più fenomenale dei
superficiali. Anche solo,
ma sì, anche solo per poco
tempo. Si, e anche di più:
un dolore vero ed autentico a
volte ha reso intelligenti
anche degli imbecilli.
Certo, é ovvio,
solo per poco tempo, ma questa é appunto
una caratteristica del
dolore.
[...] in questi ultimi due
mesi ho scoperto un uomo nuovo
dentro di me, un nuovo
uomo é sorto dentro di me! Questo
uomo é sempre stato
nascosto in me, ma non avrei mai avuto
coscienza di portarlo dentro
di me, se dio non avesse
mandato questo temporale.
La vita é immensa, inquietante.
[...] Temo che l'uomo che
é appena risorto dentro di me mi
possa abbandonare di nuovo.
Il dolore profondo tace e si nasconde.
Non c'é felicità
nel benessere. La felicità si acquista
con la sofferenza. L'uomo
non nasce per la felicità.
L'uomo si guadagna la sua
felicità solo attraverso le
sofferenze. In ciò
non c'é nessun tipo d'ingiustizia,
perché il sapere
vivo e la coscienza che si provano
direttamente attraverso
il corpo e l'anima, con tutto il
processo vitale, si conquistano
solo attraverso i pro ed i
contro, che dobbiamo prendere
su di noi.
Proprio la sofferenza, proprio lei é la vita.
Cerca la felicità
nel dolore.
Gli uomini sono fatti per
essere felici.
[Wittgenstein]
La contentezza dell'uomo é lo stato d'animo che più di qualsiasi altra cosa lo svela.
I caratteri di alcune persone
per tanto tempo non si riesce
a capirli ma poi basta
che anche solo una volta ridano di
tutto cuore, ed il loro
carattere sta lì aperto davanti a
te, come sul palmo di una
mano.
Il riso é la prova
più sicura che si può fare su di un
uomo. Osservate per una
volta un bambino: solo i bambini
capiscono il ridere senza
malizia, completamente ed
innocentemente. Per questo
sono così incantevoli.
Credo che la felicità
stia solo nell'allegro e sereno modo
di prendere la vita e nella
squisitezza ed eccellenza del
cuore, non nelle circostanze
esteriori.
Ma é davvero possibile
essere infelici?
Solo un uomo con la più
alta e felice conformazione
spirituale é in
grado di comprendere l'essere felice in
in modo tale da avere un
effetto contagioso, cioé
irresistibile e che mette
di buon umore. Non sto parlando
del suo grado di sviluppo
intellettuale ma del suo
carattere, dell'uomo nel
suo inieme.
Non esiste felicità più grande di quella di sacrificarsi.
[ Al Dio sconosciuto Steinbeck]
La felicità si raggiunge solo nella virtù.
Le piccole cose hanno la
loro importanza. É sempre per le
piccole cose che ci si
perde.
Piace agli uomini la caduta del giusto e la sua ignominia.
Nulla fu mai per l'uomo
e la società umana più
intollerabile della libertà.
Vi sono uomini che non hanno
mai ucciso eppure sono mille
volte più cattivi
di chi ha assassinato sei persone.
[Monsieur Verdoux di Chaplin]
In ogni luogo, in tutto
il mondo da tempo immemorabile, la
mancanza di originalità
é stata sempre stimata la
principale qualità
e la migliore raccomandazione di un
uomo capace, atto agli
affari e pratico.
L'umanità non riconosce
i suoi profeti e li massacra, ma
gli uomini amano i propri
martiri e vernerano coloro che
hanno torturato.
Un uomo si riconosce dal modo in cui ride.
L'amore astratto dell'umanità é quasi sempre egoismo.
Amico mio, la verità
autentica é sempre inverosimile
[...]. Per rendere la verità
più verosimile, bisogna
assolutamente mescolarvi
un po' di menzogna.